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Sentenze dei tribunali in materia di ECO

La fecondazione in vitro è stato inventato per aiutare le persone che vogliono avere figli, ma non hanno una tale opportunità. Negli ultimi anni, data la tendenza dell'uso di inseminazione artificiale, le questioni morali ed etiche di questo tema diventano più spesso oggetti di cause giudiziari. Siccome in tutto lo spazio post-sovietico la giurisprudenza ha poca esperienza in questa materia, le decisioni dei giudici sull'ECO prevalentemente vengono presi con orientamento sui casi simili della Corte europea dei diritti dell'uomo.

Embrione come soggetto o oggetto

Nel processo di esecuzione di ECO l'ottenimento di numero di embrioni maggiore di quanto occorre per un trapianto è normale. Dibattiti che emergono in continuazione sull'accettabilità di diversi manipolazioni con loro spesso riguardano l'argomento di diritti dell'embrione. A causa del fatto che oggi non esiste un unico punto di vista nel mondo se l'embrione è un soggetto di rapporti giuridici o invece è oggetto di varie controversie, tali procedimenti giudiziari stanno diventando un boom senza precedenti nei media.

Un esempio lampante è stato il processo per gli embrioni dei due ex coniugi da Cherkessk in Russia. Dopo un tentativo fallito di ECO nel 2016 la coppia ha avuto ancora 6 embrioni crioconservati. I giovani non hanno resistito alla prova ed hanno deciso di lasciarsi. Nella separazione dei beni è sorto un disaccordo sul futuro degli embrioni congelati. Secondo il contratto firmato da loro sulla crioconservazione degli embrioni cessazione di custodia e la loro utilizzazione dovrebbero effettuasi su richiesta di uno dei coniugi.

Di questo diritto ha usufruito l'uomo che si è rivolto al centro dove erano conservati gli embrioni per la terminazione della loro custodia ed il divieto di partecipazione ai programmi di donazione. Sua ex coniuge ha reagito a questo fatto con il ricorso, in cui ha chiesto di riconoscere le azioni del marito come tali che non hanno validità. Il caso degli embrioni ha provocato un ampio dibattito, ed ancora una volta sono stati sollevati gli interrogativi circa lo status giuridico dell'embrione. In questo procedimento Corte circassa ha equiparato gli embrioni alla materia della causa di Natalie Evans al Regno Unito, quando in una situazione simile la Corte europea dei diritti dell'uomo ha soddisfatto la richiesta di ex fidanzato di Natalie di smaltire materiale biologico.

Pretese alle cliniche

Spesso capitano i contenziosi in tema di fecondazione in vitro, in cui il soggetto di controversia diventano i soldi. Le donne che non hanno potuto concepire dopo procedura di ECO fanno i ricorsi per il recupero di denaro dalla clinica in cui è stata eseguita la procedura. Gli argomenti più comuni in questi casi sono i reclami delle pazienti circa le scarse informazioni sulle possibili conseguenze date dagli esperti di ECO o circa i farmaci errati, il loro dosaggio, i metodi non corretti scelti per la fecondazione artificiale - ECO, ICSI, ECO + ICSI ed altro, che ha comportato il fallimento di tentativo di ECO.

Seguono i ricorsi dell'accusa di errore medico, a causa del quale c'è stata una confusione di materiali biologici nel processo di fecondazione o di trasferimento sono state utilizzate cellule "non proprie". In tali situazioni i querelanti chiedono a risarcire il grande danno morale, in alcuni casi, in parallelo, di privare l'istituzione medica della licenza.

Per evitare tali situazioni, la coppia, decidendo di ricorrere alla fecondazione in vitro, dovrebbe scegliere con cura la clinica per la procedura. E' indispensabile anche una corretta preparazione del contratto ed è desiderabile la consulenza di un legale competente in queste materie.

Altre sentenze giudiziarie sull'ECO

ECO per i prigionieri è una delle cause insolite che non molto tempo fa era esminato in Russia (caso di Veronika Koroleva), e prima in altri paesi. L'essenza del ricorso è il permesso delle autorità di svolgere la fecondazione in vitro alle mogli di degli uomini condannati. Nel mondo si conoscono pochi casi in cui il giudice ha accolto una tale domanda di ricorrente. L'argomento è il diritto civile di ogni persona di avere figli.

Si tratta di una lacuna piuttosto ampia nella legge, in quanto non vi sono criteri chiari per determinare la possibilità di una tale procedura per le persone che scontano pene in carcere. Anche se è un diritto, ma attuarlo praticamente non c'è nessuna possibilità. In questi casi la soluzione è quella di utilizzare lo sperma dei donatori, spesso è l'eiaculante dei parenti del uomo condannato.

E' logico supporre che quando una persona è costretta a rivolgersi a riproduzione assistita, la decisione porta una certa quota della sofferenza. Di conseguenza, tutti i tipi di controversie su questo argomento a volte sono scioccanti. Ma questa è la realtà, e non considerarla è rischioso. E' meglio avere le informazioni ed essere pronti per tutte le possibili conseguenze.


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